16 gennaio 2010

Haiti

Vorrei lasciare un piccolo post di solidarietà, qualcosa per ricordare e far pensare a tutti coloro che in questo momento non sono così fortunati come noi. Per non commettere l'errore di Jane Austen, che vissuta durante un periodo storico importante, non ne ha mai fatto parola nei suoi libri, vorrei per un attimo fermarmi a pensare ad Haiti e al terremoto che ha sconvolto l'isola.
Mi rifiuto di inserire ulteriori foto, perchè penso che tutti noi in questi giorni ne abbiamo viste abbastanza anche senza volere.
Non ci sono parole per descrivere come deve sentirsi quella povera gente.

10 commenti:

  1. I send my best wishes to those affected by the earthquake.

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  2. E' vero, ogni tanto dovremmo fermarci a pensare a chi sta peggio di noi.

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  3. Grazie mille, sei gentilissimo! Eh si ci siamo divertiti parecchio anche senza serate in discoteca e cose varie. Non ho scelto la riviera romagnola appunto perchè voleva essere una vacanza tranquilla e di relax :)
    Apprezzo molto il tuo post. La gente che era presente durante il terremoto dev'essere davvero sconvolta. Una brutta situazione e per fortuna che ci sono soccorsi da tutto il mondo.
    Un bacio

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  4. Ogni giorno ci sono nuove notizie. Nuove foto di quella tragedia e io non ce la faccio più a vederle.

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  5. E' verissimo ed è staordinario come quella gente nonostante tutto trovi la forza per andare aventi e continuare a verere...

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  6. Ogni giorno si susseguono notizie sem'pre più aggiornate sul disastro. Sicuramente il pensiero va là... sperando che chi rimanga abbia la forza di dare inizio a una vera ricostruzione.
    J.

    P.S.: Ma di chi vuoi la foto?

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  7. @MAJIN: E' in casi come questo che mi rendo costo di essere tanto debole nei confronti di quelle persone.

    @JOHAN: Lo spero tanto anche io. Però sono davvero sfortunati. Ne succedono troppi da quelle parti.
    La foto? Ma TUA ovviamente...dopo la palestra!

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  8. Un pensiero davvero bello Rano :-)
    Come al solito piove sul bagnato e un terremoto del genere su chi si poteva accanire, se non sul paese più povero del continente americano?!?
    Che tristezza vedere quella povera gente che ha perso anche il poco che aveva...

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  9. Bel post! Però io non considererei un errore quello di Jane Austin.. Ognuno da' il proprio taglio a quello che scrive. Giuseppe Tomasi di Lampedusa, x esempio, ha scritto il Gattopardo in un periodo in cui impazzava il neorealismo e i temi legati alla resistenza. Nella sua opera non c'è traccia di questo, ma è un capolavoro.
    Tornando modestamente ai nostri blog, che per noi, come sottintendi tu, rappresentano la nostra narrativa.. io, per esempio, ho voluto dare al mio blog un taglio esclusivamente gay, legato in parte al mio vissuto personale e alle serate nei locali milanesi, in parte al fashion, al gossip, alla TV, cercando sempre di mantenere uno sfondo "rosa" e, soprattutto leggero e disimpegnato, evitando, da una parte, di entrare negli argomenti legati alla militanza gay e alla politica, dall'altra, di entrare nel troppo personale e trattare di problematiche esistenziali o, peggio, di fare un diario della mia vita quotidiana.

    Dunque non tratterò mai un argomento come il terremoto di Haiti.
    Cerco di rimanere coerente e fedele alla mia linea.

    PS - anni fa lessi un bel libro di Graham Greene su Haiti e la dittatura dei Duvalier. Si intitola: "I commedianti" ed è ambientato negli anni '60, quando, al termine del colonialismo Haiti finì sotto questo regime dittatoriale. Per quanto indietro nel tempo, leggendolo, uno capisce come si è arrivati alla situazione attuale di sottosviluppo e povertà. Te ne consiglio la lettura.

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  10. @BAILING: non hai idea di quanto questa cosa mi abbia colpito nel profondo. E' veramente brutto quello che è successo, e come ho già detto, non ho parole per descriverlo.

    @KARL: Le tue parole sono verissime. Quello della Austen era solo un esempio, tra l'altro ho letto tutti i suoi libri a 14 anni, se non è amore questo!
    Ed è vero che ognuno da a quello che scrive il proprio taglio. Anche io lo faccio, e credo che sia evidente. Quel post mi è sembrato però dovesoro. Di Haiti se ne sente parlare un sacoc da ormai una settimana, ed è per questo motico che ho scritto quel post, un blog deve anche avere dei riscontri con la realtà. All'estero i blog sono davvero consirati per qualosa di utile o di interessante per quello che scrivono i blogger. In italia passa sempre tutto come un gioco.
    Resta il fatto poi che uno deve scrivere quello che si sente, e io penso che un blog che diventa troppo "diario" dopo un pò annoia, specie per persone che non ci conoscono nella realtà, ma credo anche che delle incursioni nella vita vera, personale o non, alle volte debbano esserci per non far risultare chi scrivere alla stregua di un automa.

    Grazie della segnalazione del libro. Me lo segno.

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