8 novembre 2010

Storia di O - Pauline Réage


Finalmente ho letto questo libro. L'ho finito da un paio di giorni e un fiume di pensieri ha iniziato a sgorgare dentro di me. Ma seguiamo la mia solita scaletta.

La trama: O è una giovane donna, compagna di Renè. Il libro comincia con O che viene accompagnata dal suo amante a Roissy, un maniero che ha una sua storia al suo interno. Durante il tragitto le viene chiesto di togliere gli indumenti intimi, di non accavallare mai le gambe, e di consegnarsi così a coloro che le apriranno la porta del castello. Varcata la soglia O inizia un lungo percorso di sottomissione fisica e sessuale, viene picchiata, violentata, frustata e segregata. Tutto quanto per amore di Renè. 
Finita la sua permanenza a Roissy O viene presentata da Renè a un suo caro amico Sir. Stehpen, un inglese parecchio affascinante. O viene ceduta, letteralmente. Non è quasi più di Renè...e comincia a trarre piacere dal dolore. 
Gli episodi successivi sono meno eclatanti. L'innamoramento per una modella, il successivo incontro con un uomo, amico di Sir. Stephen, chiamato il Comandante, fanno scivolare ulteriormente O in uno dei vizi  da cui è difficile uscire.

Il mio giudizio: Non so che cosa dire al riguardo. Quello che da subito mi ha lasciato a bocca a perta è il sapere che la scrittrice, o presunta tale (perchè pare che nel 1954 si suppone fossero stati un gruppo di intellettuali smaliziati a scrivere questo romanzo), facesse parte di un gruppo a favore delle donne, una femminista insomma. E leggere un libro dove la donna è solo un oggetto sessuale mi ha lasciato sconcertato. 
Alla fine del libro sono però gli uomini a farci una figuraccia, animali in cerca di preda. O invece segue con rigore il suo percorso, accetta la sua condizione di schiava, e per questo riesce ad andare oltre la soglia del dolore e a trarne piacere.
Al di là degli episodi piuttosto crudi e scabrosi che vengono raccontati, la scrittura di questo libro è parecchio poetica. Complimenti quindi al traduttore. 
Quello che penso è che non avendo idee sadomaso, e non avendo mai provato ciò che viene raccontato nel libro, forse non capirò mai fino in fondo il vero senso di tutto questo. Come si può trarre piacere dal dolore? Com'è possibile accettare una così degradata condizione di sottomissione solo per amore della persona che abbiamo accanto? Com'è possibile, anche da parte dell'uomo, provare piacere nel vedere la propria donna, la donna che diciamo di amare, posseduta da altri uomini?
Vorrei davvero scoprirlo.

19 commenti:

  1. Che trama particolare..
    Forse cerca di estremizzare dei comportamenti che sono tipici di alcune persone. Vediamo spesso delle coppie in cui uno soffre più dell'altro fino a sacrificarsi e a sopportare. E non si ribella a questa condizione.

    Fa riflettere.

    :)

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  2. Non ho letto il libro quindi non so esattamente come si sviluppa la vicenda, ma la penso come te... capisco il volersi sacrificare per amore, ma fino a questo punto mi sembra inaccettabile.
    Forse non è soltanto René ad avere una bassa opinione delle donne, ma è la stessa O che deve avere una bassa opinione di sé, perché se accetta di fare certe cose contro la propria volontà vuol dire che si sente in dovere di farle in qualità di donna e quindi di oggetto sessuale. Purtroppo è anche molto verosimile come romanzo. Sinceramente, non riesco neanche a vederci la componente erotica in una cosa del genere. Ci vedo soltanto una serie di soprusi di una efferatezza inaudita.

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  3. @INELEGANCEWETRUST: Mmmm il fatto è che il punto nevralgico del libro è proprio l'accettazione della ragazza. Non è che lei lo fa non volendolo fare. Ne è consapevole e lo fa perchè VUOLE farlo!

    @ANNA:Ciao Anna è bello averti qua sai? Beh ripensandoci si, è inaudito pensare che si possa fare certe cose solo per amore. Per me le dimostrazioni d'amore sono altre.
    Come ho scritto però la storia è parecchio complicata a livello psicologico. Nel senso che è vero la degradazione ma è anche vero che il personaggio di O è l'unico ad avere la sensibilità di provare amore per quello che fa, mentre gli uomini non provano niente, solo sesso.

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  4. Decisamente il sadomaso non è nelle mie corde... sono per il romanticismo e non per il bondage... sarò anche troppo all'antica, ma a me piace farlo in maniera reomantica, rilassta, perdendomi nel calore di un abbraccio e non in questo che per me di erotico ha ben poco...

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  5. Penso che il fine della scrittrice o del gruppo di scrittura era quello di evidenziare la brutta figura dei maschi attraverso il loro vedere la donna come un oggetto, un pò come Wilde in un suo aforisma apparentemente ma solo apparentemente contro le donne che recitava: "La superiorità delle donne sta nel riconoscere la loro inferiorità, quella dei maschi sta nel non approfittarne"

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  6. mi piace l'idea che la scrittrice appartenga ad un movimento femminista e scriva di cose praticamente opposte.
    Secondo me è segno di grande intelligenza
    :)

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  7. Mm capisco. Forse è la sua forma d'amore, se si può chiamare così.
    Adesso m'è venuta voglia di leggerlo.
    Sono curiosa! Almeno confrontiamo le versioni.

    Pam

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  8. uhm trama particolare, quasi quasi lo leggo pure io.
    Passa sul nostro blog :D

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  9. @MAJIN: Anche io la penso come te, è per questo che mi ha un po' sconvolto questo libro, ma ti assicuro che è molto bello e interessante da leggere.

    @LORAN: Ovvio. Noi maschietti ci facciamo sempre una figuraccia in questi casi, passiamo sempre per i sessuomani sempre allupati...che forse è anche vero ma non fino a questo punto!

    @LUCIA: Esattamente. Soprattutto una donna coraggiosa. Mettere in quel modo il dito nella piaga!

    @INELEGANCEWETRUST: Sicuramente è una che l'ha provato, altrimenti non avrebbe potuto descrivere in modo così minuzioso certi atteggiamenti o sensazioni provate da O.
    Se lo leggi fammi sapere assolutamente cosa ne pensi.

    @STELLACAROTA: Stesso discorso! Fammi sapere che ne pesi! =)

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  10. Assolutamente :)

    Una domanda. Pochi giorni fa hai lasciato un commento sul mio blog con dei puntini.perdonami ma non ho capito!

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  11. non so se hai letto "Undici minuti" di cohelo. Anche lì parla di vari tipi di amore, tra cui quello sadomaso. E quello proprio non sono riuscita a capirlo, pur non essendo una che da giudizi a riguardo, è che proprio non capisco, come dici anche tu! Cmq mi piace scoprire nuovi autori e nuovi libri, quindi mi ha fatto piacere trovare il tuo blog e questo post ^_^

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  12. Vero Rano ma forse il libro usa il sesso per evidenziare il modo più visibile con cui i maschi molto spesso si approfittano delle donne.

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  13. @INELEGANCEWETRUST: Ah si i puntini...non mi andava il pulsante per postare il commento e per prova ho fatto 3 puntini...tranquilla, ancora non mi sono messo lasciare messaggi criptici. =)

    @CHICAPINK: Si, l'ho letto in inglese. Ma non amo moltissimo quell'autore, credo si uno di quelli che dice cose parecchio banali ma che alla gente sembra che dica chissà che cosa.
    Comunque vabbè, al di là che non conosciamo il sadomaso e il piacere che si possa provare nel praticarlo, credo che il libro di cui ho parlato vada letto sotto un'altra luce, quella della consapevolezza della propria sensualità.
    Spero tornerai a leggere i miei post.

    @LORAN: Quello è sicuro, ma qua lei è pure daccordo...ed è l'altra cosa che non mi spiego. Come si può amare a tal punto una persona tanto da farci possedere da altri? Io non ce la farei.

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  14. Si hai ragione anche i non ci riuscirei ma non dimentichiamo che il libro fu anche una specie di manifesto di liberazione sessuale in anticipo su quella che avvenne negli anni settanta.

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  15. In effetti é un libro molto particolare. Non vorrei dire una cavolata, ma mi sembra di ricordare dai miei studi, che in quegli anni erano presenti, anzi erano molto forti tutti queste correnti femministe, quindi credo che sia proprio questo il volere del libro. Ma in conclusione ti è piaciuto?

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  16. @LORAN: Penso anche io, in quesgli anni ce ne furono un sacco di film come questo...mi sono documentato eh!

    @ESSE: Si mi è piaciuto molto. Come sempre in questi casi quello che mi incuriosisce di più è il ragionare sulle possibili interpretazioni e capire le varie sfaccettature.

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  17. ciao! ripasso per la questione della borsa. Io l'ho presa in un negozietto qui da me (salerno), è senza marca, quindi non posso aiutarti :/ Comunque da me si trovano facilmente in giro, prova a dare un'occhiata :)

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  18. mmm io come la tua l'ho vista solo al mercatone di Firenze. Davvero similissima alla 2.55 però ero di fretta e non ho potuto chiedere. Magari vedo di passare al mercatino del venerdì in settimana.

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