27 giugno 2011

Abercrombie & Fitch models

Ripropongo adesso un post che mi fu cancellato da blogger quando tempo fa ci furono dei problemi tecnici. =)


Chi di noi, maschio o femmina, non si fermerebbe anche solo per un secondo ad ammirare queste fotografie? Ho conosciuto solo un po' di tempo fa Abercrombie & Fitch ed ogni volta che esce una nuova campagna pubblicitaria non c'è modo per non restare stregati dai suoi modelli.



Dobbiamo dirlo. Chi ha pensato di giocare tutte quante le campagne pubblicitarie di questo marchio di abbigliamento famoso in tutto il mondo sulla bellezza dei modelli, non ha certo avuto bisogno di sforzarsi molto le meningi. Da sempre il sesso e il corpo maschile e femminile aiutano il commercio. Probabilmente se sulle gigantografie appese ai palazzi ci fosse mia madre non sarebbero dove sono adesso.



Per chi non fosse mai entrato in nessuno dei negozi Abercrombie, o non ne avesse mai sentito parlare non può certo capire di che cosa si sta parlando. All'entrata c'è uno di questi fanciulli così come sono nelle foto: a petto nudo. E l'invia scorre a fiumi...sempre se a colpo d'occhio l'istinto non sia quello di saltare addosso al modello e fare un ripasso del Kamasutra di fronte alla folla che scatta le foto.
L'interno di questi luoghi di perdizione (si lo sono) sono concepiti in modo e maniera che si perda totalmente il senso di orientamento, storditi dalla musica incessante, totale assenza di finestre che permettono di vedere se fuori è ancora giorno, e un aroma che ti entra nelle narici e non se ne va più via.
Se poi ci mettiamo, poltrone ovunque, luci soffuse, un arredamento stile baita in montagna, soffitti altissimi e parquet, è facile pensare a cosa sia passare dieci minuti là dentro.
Un paradiso insomma. 



Quello che vendono è però il punto debole. Difatti il 90% della gente che si reca da Abercrombie è solo ed unicamente per rifarsi gli occhi e sbavare per quello che probabilmente non potranno mai avere...e sto parlando dei modelli!
Ammesso che si possa parlare di moda, qua il termine va usato allo stato più basso, ossia moda intesa come "cosa che fa figo avere" e non come "qualcosa che rappresenta il mio stile". Lo stile Abercrombie infatti va classificato sotto la categoria boscaiolo. Avete presente quel bellissimo e originalissimissimo motivo a quadri tanto caro alla serie tv Dallas? Ecco quello. Non c'è neanche bisogno di fare esempi specifici.
Devo dire che a me non dispiace neanche poi tanto, quello che non mi va giù è il prezzo, che per mantenere in piedi tutto quell'ambaradan di cui ho parlato sopra finisci per pagare una canotta 50 euro... ok è firmata Abercrombie e c'è un figo sulla porta che ti saluta, ma mica siamo da Armani! E poi sempre di una canotta si tratta. 
Ecco che la magior parte della gente esce di lì a mani vuote fiera però di aver visto il fisico di quei fanciulli. Chi invece fa shopping folle ho come la sensazione che lo faccia per lo stesso motivo per cui va in giro con scritto D&G grosso come una casa sul davanti: pura ostentazione.



Se ci pensiamo bene un negozio come questo pur essendo di grande richiamo è totalmente fuorviante. Concepito totalmente per far concentrare l'attenzione su tutto meno che sulla merce esposta, sempre troppo costosa. Quello che induce le persone a comprare qualcosa è appunto il fatto di poter mostrare o raccontare di aver fatto spese in un negozio così inusuale. E questo non lo concepisco, voler confondere il cliente non trovo sia molto onesto, ma solo una strategia di marketing ben studiata. Tanto di cappello però a chi ha avuto l'idea. 
Almeno i modelli si possono guardare. Eccome.

17 commenti:

  1. "Ho comprato A&F, quindi io sono stato in uno dei pochi store nel mondo dove ho potuto vivere quest'esperienza"... questa un po' la strategia di mercato che si basa sull'"esclusivo".
    Io ho visitato (già perchè non ho comprato nulla) lo store sulla 5th a New York e da lì è nata la mia passione per quel marchio. Si, non tanto per gli abiti, ma per i suoi modelli fisicati e mezzi ignudi che mi accoglievano all'ingresso.
    Però la strategia funziona. Si son saputi imporre nel mercato e ci regalano qualche istante di felicità! E per un'uscita con uno di quei bonazzi, mi rifarei il guardaroba...

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  2. Verissimo! Però è una strategia di marketing che si sta rivelando davvero vincente. Ormai tutti comprano lì, e che sia per i modelli o per la merce penso che ai proprietari non importi, basta fare soldi. Ormai la moda è marketing, non è più quello che è bello e quello che è brutto, è la capacità di imporsi sul mercato.

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  3. Ma sai che non sapevo che ci fossero dei negozi di questa marca?? ... :p :p ...dovrò cercarne qualcuno... chissà se qui al sud ci sono! :(

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  4. cioè.....e io non sono mai entrata da abercrombie???!!!! ma cosa vivo a fare?

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  5. @ I'M SO GUY - i negozi di A&F sono "rari". Ce ne sono 325 negli States, 4 in Canada, 1 a Londra, 1 a Tokio, 1 a Copenaghen, 1 a Parigi, 1 a Madrid e... 1 a Milano! Ti tocca fare un salto quassù! ma vale la pena...

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  6. @INCONSAPEVOLE: Come strategia funziona eccome...se non fosse che tutto costa uno sproposito per abiti che poi non è che siano poi così originali!

    @STEPHANIE: Pur piacendomi la moda la cosa mi spaventa sai? Ti vendono praticamente aria fritta...come se tornare a casa con una loro magliettina ti facesse entrare nell'olimpo di quei fisicati lì!
    Imporsi sul mercato. Ecco il casino. E' difficile.

    @GUY: Maddai come no? Proprio tu che sei sempre a caccia di manzi!

    @GUADY: Deh si...è un pò come andare a la Mecca!

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  7. ...sono piu' ferrato sui manzi che sui negozi... :D eheh ..cmq anche io ho cercato info e ho visto che cè solo a milano... qualche volta verrò a trovare qualcuno ... e mi ci porterete! :D :D

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  8. Ma non aveva chiuso a Milano? L'ho letto sul blog di Miki!

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  9. No, no! La chiusura di Milano era una leggenda metropolitana che si è diffusa velocemente. I boys (con contratti squallidi) sono ancora tutti la.
    Sul livello qualitativo della moda che vendono, hai ragione, ma è una situazione molto diffusa. Quanti altri nomi davvero di ALTA moda nazionale ti vendono canotte made in china, a 100 euro quando loro le han pagate 2 - 3 euro? Nasce la grande discussione sui diritti umani, sugli stipendi adeguati, sul perchè non si fan lavorare i lavoratori italiani...
    Ma un domani ci sarà Rano che con i suoi capi avrà queste attenzioni e tutto il nostro affetto (e se scegliessi dei bei manzi come testimonials, di affetto te ne diamo ancor di più) ;)

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  10. Io infatti conoscevo la marca ma solo perchè molte campagne sono state fatte dal bravo fotografo Bruce Weber praticamente un mito per chi come me ammira la bellezza del corpo maschile.
    La strateggia commerciale è quella classica statunitense di individuare una fascia determinata di compratori e invogliarli con il fatto che una maglietta vista su di un modello figo ti fa sentire figo come lui, vecchi stratagemmi che dagli anni ottanta funzionano anche da noi.

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  11. @INCONSAPEVOLE: Lo fanno praticamente tutti, è quello che si chiama ricarico! In pratica chi ci guadagna è sempre il padrone e mai te che compri. Anche quando viene fatta una svendita non fai mai un'affare. Mai.
    Io un domani nella moda? Speriamo.

    @LORAN: Peccato che sia costoso sto paragone. Mica compri la magliettina al mercatino...ma in un super negozio dove ti spacciano per figo quello che non è....! Io non sarò mai figo come quelli!

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  12. Infatti questa strategia funziona soltanto con coloro che hanno soldi da buttare e poca personalità e ha bisogno di una firma per darsene un po'.
    trovo veramente assurdo pagare quaranta euro per una maglietta di cotone fatta in cina, quando uno può comprarne altre in cotone biologico per meno di dieci euro.

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  13. Spero non ti sconvolga pensare che vivo in una città dove piuttosto che rinunciare alla firma non si mangia per una settimana. Non sai quanto mi dispiaccia questa cosa.
    Ormai tutto è fatto in cina, dobbiamo rassegnarci. La loro qualità è scadente ma è imbattibile sul prezzo. La scelta diventa sempre più triste.

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  14. No non mi sconvolge anche perchè la cosa ormai è diffusa un po' dappertutto ma come a te mi dispiace e mi fa un po' tristezza.
    Che poi volendo in giro si riesce a trovare dell'abbigliamento che anche se non ha prezzi popolari però unisce anche una qualità di esecuzione e una durata nel tempo.
    Ti racconto una storia: io da almeno trent'anni vesto sempre con una maglietta polo e un paio di pantaloni di tela, La scelta per quanto riguarda la maglietta è caduta su quelle di una nota marca fondata da un tennista negli anni trenta, e la scelta che a prima vista potrebbe sembrare dettata dal logo invece nel mio caso dipende più dalla varietà dei colori e dal fatto che non mi andava più di passare ore a stirare le camicie.
    Anni fa lavoravo come compositore di testi in un azienda che forniva servizi per la stampa e l'editoria, e visto che non dovevo pagare bollette e affitto una volta ho speso una cifra considerevole in magliette sia a maniche corte che lunghe, ora ho scoperto che sono più indistruttibili di una corazza di ferro le lavo e le rilavo le stiro solo qualche volta e ormai sono quasi trent'anni che non ho comprato più nulla per vestirmi, questa per me è l'unica giustificazione nello spendere qualcosa in più sempre a patto che come giustamente dici uno abbia anche i soldi per mangiare.

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  15. AAAARGHHH!!!!! Voglio subito andare da Abercrombie!!! Ma mica per comprare XD per vedere il bonazzo che mi accoglie alla porta :)

    Guarda: io non spenderei mai così tanti soldi per una canotta o una maglietta! Non ha senso! Odio spendere una marea di soldi solo per pagare una firma o una marca, senza che poi ci sia la qualità o la soddisfazione di avere un vestito particolare!
    Preferisco scegliere solo le cose che riescano a non omologarmi alla massa, che mi stanno bene, che mi portino uno sprizzo di gioia e di colore durante la giornata o un minimo di figaggine la sera xD
    Tanto so che solo indossando una maglietta o un costume, non diventerò mai bono come quei modelli :)

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  16. @LORAN: Purtroppo oggi siamo nell'era del consumismo e la maggior parte della gente è entrata in una specie di circolo vizioso per cui se una cosa inizia ad avere il minimo difetto si butta via e si corre a prenderne un'altra. Vedi per esempio i cellulari, c'è gente che ne cambia in continuazione per restare sempre al passo...e i cellulari di adesso iniziano a costare davvero tanto. E allora come si fa? Si inventano queste promozioni che apparentemente son convenienti, tipo quella per iphone! UHHHH paghi 12 euro al mese...maaaaa li paghi per mille anni! Tutto per invogliarti a comprare.
    Per i vestiti vale la stessa cosa. Producono abiti sempre più scadenti in modo che si rovinino il prima possibile così ne compri un altro. Bello eh.
    Il problema è che c'è sempre più gente senza soldi ma che però vuol restare al passo e fa di tutto...so di persone che hanno chiesto un prestito per una vacanza ad Abudabi! Che idiozia!

    @FEBO: Per spendere tanti soldi in abiti e tecnologia dovrei averne davvero tanti. Ma non li ho, quindi devo arrangiarmi. Mi sono reso conto che col tempo sto più attento a quello che compro, anche i cari abitini che mi piacciono. Le cose costano sempre tanto e tutte queste ragazzine che se non comprano qualcosa ogni volta che escono non sono contente, io non le sopporto. Preferisco spesso il mercatino o l'usato ai negozi.

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  17. ripropongo il commento che misi a suo tempo... sono completamente d'accordo con te. i vestiti "abercrombi" mi fanno schifo e per dirla tutta mi fa schifo il concetto in generale (una mia amica quì a londra ha cerato di lavorarci e il colloquio funzionava come un provino per la tv con tanto di luci e telecamera. lei contenta, a me ha fatto pena!)

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