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9 luglio 2013

keith haring // art, shop, cafè


La mia trasferta pisana, che ogni giorno si fa sempre più interessante, roba che di intrighi e misteri ce n'è così tanti da far invidia a Udolpho, mi ha portato anche a scoprire dei posti carini. Sono qua infatti per presentarvi il Keith Haring Cafè.

L'ho scoperto grazie a Laura, la collega che lavora per il marchio Free Solul, durante uno di quei giorni dove uscendo per la pausa pranzo ci siamo chiesti dove andiamo a mangiare? 
Così lei mi dice che proprio dietro di noi c'è un posto carino che porta il nome del famoso pittore-graffittaro. Io, che da sempre ho trovato simpatici i suoi graffiti ho accettato l'invito ad andare a pranzo al Keith Haring Cafè.


17 aprile 2013

Viterbo: la città tra le mura


Come promesso vorrei scrivere adesso due righe di accompagnamento alle foto che vedete per raccontare questa mia piccola fuga in quel di Viterbo assieme ad A.
Il tutto è cominciato qualche giorno fa, quasi una settimana, quando A mi propone di accompagnarlo fuori città per un importante incontro nella mattinata di lunedì. Giusto il tempo di sistemare quelle due o tre cose a lavoro e accetto l'invito fuori porta.
Partenza prevista per dopo le otto di domenica sera, dopo che sono uscito da lavoro. Inutile dire che un po' la stanchezza c'era ma la prospettiva di poter fuggire da Livorno, passare del tempo con A e vedere un po' di mondo mi ha dato una spinta non indifferente.

Via per strada allora! Nonostante abbia la veneranda età di 29 anni non mi era mai successo di prendere la macchina e mettermi in viaggio così tardi. Sempre aereo o treno. Diciamo però che me la sono cavata anche in questa occasione. Per la guida abbiamo giustamente fatto un po' a turno e mi son trovato a guidare il macchinone di A...io che sono abituato a macchine di piccola taglia!
Siamo arrivati al nostro albergo, il Best Western Hotel di Viterbo, a mezzanotte e siamo volati in camera dopo le formalità di routine. 




La mattina seguente ci siamo svegliati con calma dandoci il tempo di fare le nostre cose e prepararci per uscire. Io un look normale come potete vedere. A invece era vestito di tutto punto: scarpe sportive, chino blu scuro, un'elegantissima camicia nera e occhiali di Gucci. Faceva la sua porca figura!
Prese le nostre cose siamo saliti in macchina, ci siamo recati sul luogo del suo incontro di lavoro e ci siamo separati. 
Di ritorno, dopo che mi ero fatto un giretto nei dintorni e dopo essermi fatto una cultura sulla nuova Mini Coupè di Ken e Barbie, assieme ad A siamo andati in centro a Viterbo per vedere un po' che c'era e scattare qualche foto.




Indubbiamente Viterbo è una bella città. C'era anche il sole quindi l'effetto era parecchio suggestivo. Quello che mi è dispiaciuto è che nonostante fossimo arrivati presto rispetto all'ora di pranzo, molte delle cose da visitare erano chiuse. Non chiuse per poi aprire nel pomeriggio, chiuse proprio!
Se uno viaggia ha anche piacere di vedere qualcosa che caratterizza il luogo no? Invece non è stato possibile perchè molte, se non tutte, le chiese di cui Viterbo è costellata erano chiuse al pubblico. Sinceramente è stata un po' una delusione. Sappilo caro Comune di Viterbo!



Però c'era il sole appunto e dopo essere usciti da più di una settimana di pioggia quasi torrenziale a Livorno, ho goduto della bellissima giornata che avevamo di fronte. Senza contare che viaggiare è una delle cose che più mi da soddisfazione della vita. Mi aiuta a staccare il cervello, mi rilassa e mi diverte. Se poi ho con me un buon compagno di viaggio la cosa è ancora più apprezzata.
Credo che serva davvero ogni tanto prendere e andare via, anche se non si fanno viaggi intercontinentali. La sola cosa di lasciare la routine di tutti i giorni fa bene. Mi fa respirare un'aria diversa da quella a cui sono abituato. E' una di quelle cose che non mi stancherò mai di fare.



Cosa spero? Di poter viaggiare ancora con A e d'ora in poi godermi questo bel sole abbandonando l'inverno per un po'.

A presto. =)

15 aprile 2013

One day in Viterbo

Glass: Clavin Klein / Shirt: Calvin Klein Jeans / Jeans: Alcott / Belt: no brand / Jacket: Zara man / Shoes: Adidas

Non avevo dato annuncio qua sul blog, ma se qualcuno ha letto fb forse avrà visto che sono stato fuori casa. Sono partito ieri sera con A dopo il lavoro e siamo partiti alla volta di Viterbo e ieri ad ora tarda ero in strada presso Grosseto city.
Una roba tranquilla, un impegno importante e qualche foto. Vi racconto però qualcosa in più nel prossimo post, vi va? Intanto questa piccola anticipazione.
A presto!

2 novembre 2012

Carolina Cafè


A volte capita che nonostante lavori tutto il giorno fino alle otto ti venga in mente di fare qualcosa. Però qualcosa di semplice, qualcosa che non ti faccia tornare a casa più stanco della giornata appena trascorsa e soprattutto che non ti svuoti il portafoglio.

Un posto vicino a dove lavoro io c'è e si chiama Carolina Cafè in Via Cairoli. Siccome siamo pur sempre a Livorno tutti qua si ostinano a chiamarlo Carolina come la mucca. Questa cosa mi fa imbestialire. Come mai a Livorno siamo sempre tutti pronti a sminuire le cose e a voler per forza italianizzare tutto non è dato sapere. Fatto sta che io, che ancora non accetto di stare in questa cittadina di provincia e ogni giorno mi illudo di essere in una metropoli, insisto col chiamarla Carolina come uno dei tredici stati originari degli Stati Uniti d'America.
Non vi dico le occhiatacce. Però oh non si può pensare di essere sempre compresi.


Ma quindi? In questo posto posto cosa succede?
In realtà niente di particolare. Il Carolina Cafè è un bar che di mattina propone delle ottime colazioni e la sera un aperitivo differente per i diversi giorni della giornata. Sara mi ha detto ad esempio che il venerdì (perchè il venerdì è fichissimo) facciano delle cose di pesce. Ecco mi devo ricordare di declinare inviti al Carolina in questo giorno.

Prezzo dell'aperitivo 5 euro.
Ci si può stare no? Non è tanto e puoi fare viaggi al bancone a prendere roba tutte le volte che ti pare. Sempre se non crolli prima.Le cose classiche ci sono sempre, quindi anche gli afecionados saranno contenti di trovare crostini, patatine ecc. ecc.
Solitamente c'è fa fare i conti con chi si crede più figo di te e o ti passa avanti, o ti guarda di traverso pensando che tu appartenga a uno status sociale più basso del suo. Si può ovviare a tutto ciò con una spallata o un commento sulla sua cravatta a pois o il suo smalto sbeccato. Poi via libera.

Posto molto carino e piacevole anche per la presenza di musica che ti permette tranquillamente in estate di star seduto sui tavolini fuori e goderti in ogni caso una conversazione con gli amici. La cosa diventa più difficoltosa in inverno quando la temperatura scende e i posti a sedere scarseggiano costringendoti a stare fuori vicino ai funghi (quelle specie di stufe che stanno in piedi con i tettuccio) e startene col cappotto.
Peccato che il locale non sia più grande perchè non è affatto male, è chic al punto giusto ed è alla portata di tutti.
Se passate da Livorno fateci un salto. =)

18 ottobre 2012

Italian art festival by Fashionartbym


Con grande piacere sono lieto di segnalare un evento che avrà luogo tra qualche tempo in quel di Londra!
La mia amica Marta di Fashionart,  con la collaborazione di ArtCaffe London e il Vibe Place, sta organizzando un evento tutto dal sapote italiano che fonderà arte, musica e moda. 100% made in Italy, solo a Londra!

Dal 17 al 29 gennaio le porte di questa importante galleria d'arte aprirà i battenti a una commistione totale, un meltinpot in piena regola che coinvolgerà tutti coloro che vorranno prenderne parte.
Fashionart è a caccia di giovani talenti, stilisti, creatori di borse, gioielli ecc. se tra voi ci fosse qualcuno interessato a prendere parte a questo grande festival potete scrivere a info@fashionartbym.com e Marta vi darà tutte le dritte.

Perchè non approfittare?

3 luglio 2012

More photos from Milan






Foto dal resoconto Milanese sul blog di Sergio: Frammenti di me.
Mi sono anche messo a piangere mentre leggevo.

30 giugno 2012

Milano holidays


Anche l'altro mio post su Milano iniziava con una foto del duomo. Ho pensato quindi di dare un senso di continuità. Anche se le cose sono un po' cambiate. Sono cambiato io. Sono cambiate le foto. Sono cambiate le situazioni. Ma soprattutto sono cambiate le persone. Loro.



Se solo penso all'anno scorso posso dire che non avrei mai pensato di poter passare le mie ferie a Milano. Non pensavo di lavorare per Calvin Klein ma soprattutto non pensavo che ancora una volta il blog mi avrebbe regalato la vicinanza di persone di cui adesso non posso più fare a meno. Persone che non avevo mai visto. Persone che ho conosciuto a grazie alla passione per la moda. Uno grazie a Miss Bimbo, l'altro sulla famosa fashion community di condivisione di foto Lookbook.nu.
E' per Lorenzo e Sergio che sono partito per Milano. Per nessun altro.




Era una vita che volevo conoscerli dal vivo. Ho passato serate intere a scrivere su Skype, mi sono scritto fiumi di messaggi e passato minuti e minuti al telefono con loro. E adesso finalmente avevo l'occasione di poterli abbracciare, come se ci conoscessimo da sempre.
L'Italia si era unita in occasione del nostro incontro.
Lorenzo da Milano, io da Livorno, Sergio da Licata.
E di colpo ogni distanza si annulla. Internet sparisce. I click del mouse si riducono. E ci siamo solo noi. Le nostre parole. I nostri movimenti. E qualcosa di grande inizia a nascere.




Da quando sono salito sul treno mi sono sentito stranissimo. Emozionato. Proprio come mi succede quando le luci della sala si spengono e vado in scena. Partenza alle 9.00 dalla stazione di Livorno verso Firenze (altra città a cui sono molto emozionato come sapete). Tratto ancora molto tranquillo perchè forse dormivo ancora e non mi rendevo conto.




Ma quando ho cambiato trano e dal regionale sono salito sul Frecciarossa ho sentito il cambio. Stavo andando a passare alcuni dei miei giorni di ferie a Milano con Sergio e Lorenzo, due persone che tecnicamente ancora non conoscevo ma che...conoscevo!


Cover Iphone regalatami da Sergio!
ADOVO!


Cosi e' iniziato il mio soggiorno Milanese. Incontrando Lorenzo alla stazione della metro dopo che (poveraccio) era uscito da lavoro e vagando per il centro in attesa se Sergio si sistemasse in albergo e ci raggiungesse. Io ero arrivato prima di tutti. Ho avuto quindi modo di prendere confidenza coi mezzi trascinandomi dietro il mio trolley con Minnie e Topolino, sistemandomi in albergo, farmi una doccetta e uscire per morire di caldo. Ma a dire il vero il caldo manco lo sentivo.






Forse penserete a notti di follie, alcool e rock n' roll...ma non c'è stato nulla di tutto. Ci sono state solo le nostre parole, che ci accompagnavano nei nostri vagabondaggi nei negozi e per la città.
Io e Sergio stavamo in camera d'albergo (mentre Lorenzo si alzava alle 5.00 per andare a lavoro!) assieme e la nostra giornata iniziava sgranando gli occhi e pensando "cavolo!! C'è uno nel mio letto!" successivamente la raccolta delle forze per andare al bagno e cominciare la vestizione per scendere a fare colazione nel seminterrato dell'albergo che faceva molto Londra.
La colazione boh...manco mi ricordo di cosa si parlava perchè tipo zombie mi trovavo a buttare roba nel piatto ancora prima sapere qual'era il mio tavolo. Trovavo il tavolo giusto perchè, ancora con gli occhi tipo cinese, riuscivo a localizzare il cellulare di Sergio su uno di quelli.
Poveri vecchi.




Paio arrabbiato qua.

Dopo colazione ci buttavamo nella città e nel caldo. Scorta di acqua in camera infatti e aria condizionata a paletta. Toh. Non eravamo soliti fare un programma la sera prima o a colazione, forse perchè stanchi, ma uscivano dall'albergo costruendo la giornata passo dopo passo, secondo quello che ci sentivamo di fare. Come secondo me dovrebbe essere una vacanza. Se uno inizia a correre è la fine. Finisci ad un certo punto col pensare di dover tornare a lavoro nel pomeriggio.
Invece io e Sergio ci giravamo la città con l'assoluto relax. E di cose ne abbiamo viste. Fare l'elenco sarebbe inutile, questo post non vuole essere una giuda. Voglio solo dire che poter girare tra le sale della Pinacoteca nell'assoluto silenzio e ammirare quelle opere è stato davvero emozionante. Lontani da casa. Lontani dal lavoro. Ma ben vicino ad altre cose.




Lorenzo ci raggiungeva la sera. La sera era il momento del giretto in centro prima di andare a cena o prenderci un aperitivo, come è successo sui Navigli. Non scorderò mai quell'intruglio alla fragola e cocco!
Il momento in cui ci trovavamo tutti e tre era il massimo. 3 blogger a Milano. Secondo me era il momento e la città adatta per il nostro incontro. Non poteva essere altrimenti. In questi mesi, nei mesi passati, ho sentito questi due ragazzi così vicino nonostante le enormi distanze che ci dividevano, in un modo che non so descrivere. Le loro parole, i loro messaggi, tutto quanto ha contribuito a farmi tenere alta la testa anche quando sentivo che qualcosa più grande di me stava prendendo il sopravvento.
Loro sono sempre stati li. Mi hanno scritto con la sincerità. Mi sono stati accanto e anche se le loro mani erano solo virtuali le sentivo nelle mie lo stesso. E adesso che ho potuto abbracciarli di persona non mi pento di niente. Loro sono sempre stati con me. Loro hanno saputo darmi la felicità che a volte è mancata.



Siamo anche stati invitati a casa di Lorenzo per un pranzetto interamente fatto con le sue mani. Tutti coloro che pensano che un maschietto non sia in grado di cucinare come si deve, dovrà ricredersi. Lorenzo è stato bravissimo. Io non stravedo per il pesce ma lui è stato capace di farmi leccare i baffetti. Pollici in sù quindi per il Gambero Rosa, il blog dedicato ai piaceri del palato di Lorenzo! Seguitelo...e vi verrà un fame pazzesca!




Tanti dicono che "nessun posto è come casa", io sono solo in parte affine a questo pensiero. Casa è quel posto dove ci sono persone con cui stai bene, con cui senti di poter condividere tutto senza essere giudicato perchè quelle persone sono proprio come te. Beh, io a Milano mi sono sentito a casa con Sergio e Lorenzo. Spero quindi di poterli rivedere presto, nonostante ci sentiamo tutti i giorni, ma poter stare vicini è tutta un'altra cosa.
Loro mi hanno dato davvero tantissimo. E questo tanto lo porto dentro come fosse oro.

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