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29 novembre 2012

Review del mese: novembre

Se devo fare un resoconto di come sia andato questo novembre posso dire che è stato strano sotto tutti i punti di vista.
Strano perchè quando tutti erano lì che si mettevano i piumini e quegli orrendi Ugg io me ne andavo in giro quasi come in estate. Solo adesso che le giornate sono più corte e il cielo si fa grigio ho ripreso a usare il piumino Napapijri e deciso di sfoggiare il montgomery della prima linea di ck.

Novembre è anche il mese in cui sento più i cambiamenti.
Settembre è un po' come l'inizio di un nuovo anno per me. Mi aspetto sempre nuove cose. L'essere stato assunto a tempo indeterminato è stata cosa nuova. E Buona. In ottobre c'è il mio compleanno e vivo il mese totalmente per aria.
Novembre è il mese di mezzo. Il mese in cui si esce dal periodo del mio compleanno e che prelude a quello natalizio. Quindi non so mai che cosa aspettarmi.

Sono entrato in questo mese in modo perfetto. Il 31 di ottobre, che era un mercoledì, sono uscito da lavoro alle 16 e con Adri avevamo in programma di andarcene da qualche parte per un paio di giorni. E così è stato. Siamo andati per due giorni in un piccolo monolocale sul mare. 
Io sono arrivato prima e l'ho aspettato. Mentre me ne stavo steso sul letto a vedere la tv mi sono sentito a casa benchè quelle mura non mi appartenessero. Il pensare che per due giorni saremo stati assieme e che potevamo raccontarci a vicenda senza furie e che avremmo potuto addormentarci insieme ha cancellato tutta la stanchezza che avevo accumulato in quei giorni. Lo stare in piedi 8 ore il giorno e il tornare a casa con i polpacci doloranti non era più un problema.

A lavoro le cose sono andate bene. C'è stato l'inventario da fare, cosa nuova per me. Son venuti dei tizi, che a Jessica parevano talebani in assetto da guerra, che parlavano tutte le lingue meno l'italiano. Ovvio. Quindi yeah giù a parlare inglese per cercar di far capire loro quali fossero i capi appartenenti alla collezione uomo e quali alla collezione donna. Una sudata. Tempo previsto 2 ore. All'ora di pranzo avevamo appena finito la parte dell'uomo. Vi lascio immaginare il resto. Fortuna che con la donna abbiam fatto prima per via della mole ridotta di merce. Sennò stavamo sempre lì.

Ci siamo rivisti con Paris dopo una vita che non lo facevamo. Si ok, passava a trovarmi a lavoro e si piantava lì per un tempo infinito, ma non era la stessa cosa.  Giretto in centro, due chiacchiere, quasi sempre le solite, un caffè preso nel nuovo post figo di Livorno ma che ancora conoscono in pochi benchè sia centralissimo. Difatti appena ci siamo seduti in vetrina a mangiare è iniziata a venir gente.
E come dovrebbe accadere alle feste...quando inizia ad esserci folla i fighi devono andarsene.
Amen.


Ho conosciuto Mirko di CK Firenze e rivisto un sacco di colleghi che non vedevo da un po'. Chissà come mai eh. Radunati tutti insieme nel mega store di Montecatini per corso di vendita e prodotto. Nonostante il manuale saputo a memoria avevo ansia uguale. Quando ti trovi puntati addosso gli occhi di due store manager e l'area manager tutte le certezze che hai vanno a farsi friggere. Senza esitazione ho però dato il mio contributo alla creazione di 3 outfit (da giorno, aperitivo, sera) e saputo esporre in modo più che dignitoso un capo slow seller della prima linea di CK mai visto prima. Mi ha fatto molto piacere poter lavorare in gruppo e in coppia. Ciò ha contribuito a farci conoscere meglio e avere anche qualche spunto da riutilizzare durante le vendite imparando da chi aveva più esperienza di me.
Io (nanetto dal capello scuro) e Mirko (altissimo dal capello biondo) abbiamo davvero lavorato bene insieme. Inoltre lui è preparatissimo sulla prima linea di CK e mi ha dato un sacco di informazioni anche per quanto riguarda i tessuti che prima non conoscevo.
E' stata proprio una bella giornata di lavoro.

E domani?
Domani c'è la seratona Coin Card dove stiamo aperti fino alle nove con sconti su vari articoli. Il resto è storia ancora da scrivere.

22 novembre 2012

Fashionart is my friend




Lo scorso giovedì Marta è tornata per qualche giorno a casa da Londra. Sandra è venuta a prendermi in macchina e siamo corsi in aeroporto a prenderla. Non so dire quanto sia bello vederla tornare ogni volta. Sempre sorridente e sempre piena di cose da raccontare.
Ho conosciuto Marta grazie ai nostri blog. Ci siamo avvicinati in un momento difficile per entrambi. In un momento in cui veniva a mancarci qualcosa che pensavamo nostro per sempre. Ricordo come fosse ora il giorno in cui ci siamo visti la prima volta in Coin, mentre lavoravo. Lei a caccia di una maglione da regalare a un amico.
Pensavo sarei passato in secondo piano ad un certo punto. Pensavo che fossi una di quelle mille persone che gli passavano davanti passando inosservato. 
Ma poi mi sono accorto di sbagliare tutto. Che tutto il male che mi era stato fatto qualche tempo prima mi aveva scaraventato in un caos grigio. 
Marta mi ha aiutato a uscirne. Mi ha aiutato a venirne fuori e a credere in me e quello che facevo. La moda e lo stile ci univa. Una lingua che a Livorno pensavo non fosse possibile parlare. 
Lei conosceva quella lingua. Meglio di me. E mi ha tirato dalla sua parte con un bello strattone.

Adesso fa avanti e indietro da Londra. Qua ha a la sua famiglia e i suoi amici. Là il suo lavoro di stylist.
E quando riparte mi manca un sacco.

20 novembre 2012

Angel

Se è vero che le bombe vengono sganciate voglio iniziare anche io. In modo del tutto innocente (ma anche no) si intende. Lo faccio anche per far sapere a qualcuno cosa pensassi io nella realtà.
Ho detto già che la recitazione serve, no?

Il tipo in questione lo chiamerò Angel. Ma non era per nulla un angelo. Bellezza e stile di vista pensate? Nessuna delle due.  Angel era una di quelle persone totalmente prive di stabilità. Nel vero senso della parola. 
E tu che ci stavi a fare insieme allora? Purtroppo ci sono dei momenti in cui ti capitano di fronte delle persone e non sei tu dover scegliere la convivenza. Con un tipo come quello poi. Ma partiamo come sempre dall'inizio. Un inizio in sordina.

Il mio ex, si perchè volente o nolente si torna sempre lì, una volta se ne esce dicendomi che si sentiva con un tipo di Livorno in chat. A parte che sta roba della chat e che ogni tre per due lui se ne uscisse con queste affermazioni mi faceva strano eh, però oh, io mai stato il fidanzato rompiballe quindi deh tranquillo no?

C'è anche da dire che manco dopo averlo conosciuto e dopo averlo frequentato un po' sono riuscito ad avere più informazioni in grado di capire come fosse fatto. Forse perchè da sapere non c'era poi molto. 
Nella vita faceva una roba con la matematica. E issati. Non mi son mai arrischiato ad approfondire l'argomento perchè era uno di quelli che se gli buttavi lì una domanda su quello che studiava partiva con una filippica infinita e se ne sbatteva se tu lì davanti avevi la schiuma alla bocca. 
Cosa successa realmente. A me. A me che manco ricordo le tabelline. 
Però io, personcina figa, non volevo offendere quelle 3 cose che pareva sapere della vita reale.

Fatto sta che Angel inizia a uscire col mio tipo di allora. Diffidente fin dall'inizio visto che manco sapevo chi era. Ti ritrovi in situazioni come queste che ti inizia fare mille domande della serie vanno a letto insieme? Vuole una roba a te? ecc ecc. 
Nessuna di queste. 
La cosa che rompeva di brutto era che il mio ex se lo portava sempre dietro. Sempre.
Uscivano il sabato? Angel c'era.
Volevo passare la serata con mio raga? Angel c'era.
Sempre. Più volevo tenermi alla larga da sto tizio e più me lo ritrovavo in giro. 

Son finito anche per chiedermi se al mio ex gliene fregava qualcosa di me visto che c'aveva bisogno dell'accompagnatore. 
Secondo voi cosa mi frenava dal non staccare la testa al mio ex quando magari eravamo impegnati in pratiche particolari e rispondeva a Angel che lo chiamava sull'iphone?

Con Angel credo sia iniziato la fine della storia tra me e il tizio.
Ai tempi però ero così cieco che una talpa mi avrebbe tranquillamente posato una zampa sulla spalla dicendomi è dura la vita. Più che con Angel, che non aveva colpa se il mio ex era così stupido da preferire prima telefonare a lui che a me, ce l'avevo con la mia dolce metà.

Cosa sapevo di Angel? A parte che era una mignatta he non ti si scollava mai di dosso manco quando glielo dicevi in faccia, sapevo essere una assiduo frequentatore di chat e siti di incontri. Lo sapevo perchè stava sempre incollato al cellulare raccontando che incontrava questo e quello a destra e a manca bastava che respiravano.
O che fossero piccoli. Perchè a lui i ragazzi della sua età non piacevano. Adorava i ragazzini, quelli che in gergo gayo vengono chiamati twink. La volta che mi sono azzardato a chiedergli come mai poi volevo gettarmi dal grattacielo di piazza Roma.
"Come perchè? Perchè sono quelli timidi e inesperti che poi fanno le magie" questa fu la risposta. Ciò denota la profondità nella ricerca di un rapporto serio con una persona.
Angel era capace di farsi chilometri in macchina solo per andare a limonare coi ragazzini. E rischiare la galera. C'era però chi lo faceva ragionare.

Poi c'erano i momenti in cui i mio tipo si lamentava che non ci si vedeva mai e io mi scapicollavo a casa sua uscito dalle prove o uscito da lavoro stanco morto. E trovavo a casa sua anche Angel.  Capite quanto la cosa fosse diventata insopportabile.

Saltava da un posto all'alto come fosse nulla. Diceva di cercare qualcosa o qualcuno di serio e puntualmente si trovava in dei casini che manco mi ricordo. Se vi state chiedevo che male avesse fatto a me vi rispondo nessuno. Mi rompeva solo il fatto che era sempre di mezzo. E mi rompeva il fatto il mio ex lo trascinava in ogni dove.
Non contiamo poi che è stata la grande persona che ha portato il mio ex all'arcigay facendogli conoscere lo stuolo di gente che predicava comprensione e amicizia e che poi se poteva ti voltava le spalle come nulla. Da qua l'iperbole discendente di tutto quanto. Da qua iniziano tutta quella serie di eventi che hanno portato alla trasformazione del mio ex in un discotecaro senza eguali. Ciò che non era mai stato.

Ma la storia mica finisce qua...

12 novembre 2012

Il pompiere con l'hobby del giardinaggio - Terza puntata

Ma veniamo al dunque. Come mai ci propini sta roba del pompiere giardiniere direte voi. Perchè? Perchè dopo aver posato la borsa in questa sua casetta passando prima dalla porta sul retro (sul retro io??) e posato l'allora giacchetto sul letto della stanzetta di quando era pupetto, mi invita a fare come a casa mia...perchè lui deve andare a sistemare il giardino.

Roba da poco penso, considerato che in questa casa non ci viene quasi mai.
Passano i minuti e questo non si vede. S'è perso in giardino?
Allora mi avvicino alla finestra e te lo vedo in fondo con jeans che minimo c'avranno avuto mille anni, una camicia che Mellors di Lady Chatterly in confronto diventa un tipino della high society...e le mani piene di terra? Ne vogliamo parlare?
Detto fra noi chissene e poi m'ero già convinto di una cosa. Con uno così grande, che fa un lavoro che male si incastrava con gli orari del mio e che doveva (o avrei dovuto) fare km per trovare un posto non così lontano dove vederci non avrei certo avuto la storia della mia vita.
Così mi sono rassegnato ad attendere un po' e riposarmi nell'attesa in cui avrei potuto sapere cos'aveva sotto quella camicia da scapestrato.

Una puntata di Ugly Betty dopo il tipo ritorna e dopo un rapido (ma dove?) bacetto dice di andare a farsi una doccia nella stanza accanto.
Ora, a parte la voglia che al volo m'è venuta di correre in corridoio e andare a sbirciare mentre il tizio di spogliava, ho pensato che conveniva aspettare. Che poi se preso dalla foga mi sarebbe toccato infilarmi in doccia pure a me completamente vestito per dare il via a una di quelle scene da film che davanti al titolo hanno un V.M. E non mi pareva il caso.
Tu sei quello più grande? Toh beccati qualche responsabilità vai.

Esce dalla doccia e non si sa come è già vestito, pantalone blu dell'Adisas e Fruit bianca. Orrore.
Ma io immaginavo altro. E non c'entravano i vestiti, proprio no.
Sorrisetti e qualche stupida chiacchiera e ci mettiamo a seduti a tavola per cena. Cena preparata da lui. Roba semplice e manco mi ricordo di che cosa abbiamo parlato. Ricordo solo la noia di quei discorsi che se solo avessi avuto scelta preferivo ripassare le equazioni di secondo grado.

Se Dio vuole sta cena finisce, ah si era pizza era (io abituato a ostriche e champagne!), e ci spostiamo sul divano. Tempo che dura relativamente poco visto la sua proposta di spostarci al piano di sotto, dove un enorme letto a due piazze copriva quasi tutto il pavimento.
Finalmente si fa sul serio!
Lui vuole spegnere la luce.
Io invisto per tenerla accesa. Eh sucsa, io me ne vengo qua per stare con te, mi stordisci con visioni da vero joke americano e ti aspetti che io spenga tutto quanto e non mi gusti il tuo fisico scolpito alla luce prima di saltarti addosso? Sciocco.
Ora, prima che questo blog venga classificato come uno di quelli dove i maschietti vengono a procurarsi piacere in modo autonomo, dirò in due parole quanto è successo dal momento in cui sia io che lui siamo rimasti senza veli.

Quando vai con uno grande e fisicato ti aspetti minimo di essere battuto nel muro. Ti aspetti che ti strappi di dosso le mutande a morsi facendoti rimpiangere di aver indossato quelle firmate. Che magari questo non ti da tregua infilandoti nel mani da tutte le parti. Ti aspetti di sbattere la testa così tante volte nella testata del letto al punto di gridare di piacere anche per quello. Che questo quarantenne con l'attributo che valeva la pena di vedere (e tocc...ops!) ti tramortisca per il piacere di abusare di te con più libertà.
Adesso non dico che tutto ciò non sia successo. E' successo. Qualcosa però. Nel fare la mia parte io non ho avuto problemi, sono un filo resistente. Ma lui? Non credevo avesse così poca resistenza. 40 anni ve lo ricordo. 40. Avrà durato si e no 5 minuti. Ed erano tipo solo le 22.
E per il resto della notte?
Ricapitolando. Ero di festa il sabato. Salgo sulla macchina di uno che conosco appena.Entro in casa sua per venire mollato sul divano a vedere telefilm mentre lui coglie le margherite. Mi viene offerta una cena che avrebbe potuto essere offerta da un 15enne infoiato. Trascinato su un letto a 2 piazze tempo due...e questo dopo un'ora ha già fatto?

C'è qualcosa che non va.

A parte la marea di cavolate che ha detto, del tipo che ero il ragazzo più bello che avesse mai visto. Cosa sono io scemo? Non son mica uno che ha bisogno di sentire complimenti eh. Se voglio qualcosa me la prendo punto. Se davvero lo pensi, o anche se mi vuol far passare per scemo almeno goditi il momento no? Se vuoi far lo splendido devi farlo fino alla fine. Come minimo mi devi far svegliare i vicini. Come minimo devi tenermi lì incollato per due o tre ore senza proferir parola, ma solo grughiti.
Si ok c'hai il fisico strabello e l'attributo yeah, ma se mi duri meno di uno di 14 anni fai una figura così pessima che sono quasi tentato di fare il tuo nome e cognome per evitare a qualcun altro di perdere tempo con te. Il classico tutto fumo e niente arrosto. Hai spento il tuo fuoco quando avrebbe dovuto divampare un altro po' con lavoro che ti ritrovi, no?

Cari lettori, pensate che la cosa sia finita qua? Certo che no. E...si, non c'è limite al peggio.
Cos'è direte voi. Cos'è? Voleva spengere la luce e dormire! Ecco cosa!
Cioè mi scassi al punto da farmi venire in una casa spersa nella forse peggiore provincia di Livorno lasciando presagire un intenso soggiorno ad alto contenuto erotico e tu, TU, mi vuoi mandare a letto alle 21.30? Si scherza vero? Mica esco con uno zappatore per farmi un giro eh.
Ecco che gli faccio intuire che forse è meglio combinare qualcos'altro, che è presto, che siamo giovini e che la voglia è tanta. Io sopra di lui e lui che mi dice? No pensateci un attimo. Pensate a cosa questo tizio può avermi detto mentre, io senza veli, ero sopra di lui. Ok lo dico io:

"Oh non sono mica Rambo!"

Ecco. Dopo esservi segnati questa frase come una di quelle cose da abolire dalla faccia della terra ditemi voi se a me non doveva venire la voglia di prendergli la testa e sbattergliela nel muro.
No. Noooo tu non sei Rambo questo è sicuro. Solo un povero, ma povero sul serio, che non sa manco divertirsi quando è il momento giusto. 
Mi son cascate le braccia. Ma sul serio. Mi son cascate a tal punto che non credevo fosse possibile potesse accadere ancora dopo che il mio ex mandò a spigare la nostra storia dicendo che si sentiva solo.
Ammetto di essermi arreso troppo facilmente. Ma dopo una risposta come quella c'è davvero l'omicidio.
Metti che a questo gli prendeva uno stranguglione? Seee, a Nibbiaia poi. 
Meglio esser sceso e essermi messo a dormire.
La mia dose, seppur in poco tempo, l'avevo presa.

9 novembre 2012

Colour splash for the future


Riappropriato del mio macbook posso finalmente tornare a postare comodamente seduto sul mio divano. Considerato quanto ho detto qui trovo che riprendere una vecchia abitudine che mi dava serenità, possa essere un passo in quella direzione.
Mi vedo da qualche parte, nella mia casa si, seduto comodamente sul divano del futuro, a guardare fuori dalla finestra dopo che sono tornato stanco dal lavoro. Una di quelle sere dove la cosa che vuoi di più è una bevanda calda e due coccole. Seduto ad ammirare il mondo che sta attorno a me nella tranquillità e nel silenzio.
Di fronte a me questo mio computer al quale inizio davvero ad essere affezionato. In tenuta comoda. Gambe incrociate. Si perchè alla fine mi sento anche un po' scrittore che vuol far sapere che cosa fa e quello che pensa della moda nella comodità di quattro mura senza rompersi il collo negli aeroporti.
Perchè anche stando fermi si possono fare un sacco di cose.
E sappiate che continuerò a tenervi aggiornati. Buon venerdì.

7 novembre 2012

Il pompiere con l'hobby del giardinaggio - Seconda puntata


Per chi tanto bramava il seguito della storia ecco a voi la seconda puntata di questa hot story. La prima parte qui.

Poi eravamo in estate. Anzi poco prima. Avete presente quando si inizia a sentire il primo caldo e si prova piacere nello stare in tenute leggere? Ecco, quel momento lì. Immaginate quindi a che livello di bollori fossi arrivato io un po' per il caldo e un po' quando questo una sera aprendo la cam me lo trovo senza tshirt!

Lì c'è stato il crollo. Il mio. Cioè così di punto in bianco questo ZAC, me lo trovo semi nudo in cam che mi guarda e mi sorride. Chissà che faccia da scemo la mia. Lasciamo perdere i mei boh, mah, sob, sbav ecc. ecc. Diciamo che adesso il quadro era più completo. Ora che sapevo anche che cosa c'era sotto quella tshirt bianca a cui pareva essere così affezionato il mio interesse fece un balzo in avanti.
Pensai al volo che mi avesse preso per i fondelli e che in realtà fosse solo un commesso di Aberbrombie  e Fitch un po' grandicello...ma graaaande lavoratore.

A lavoro avevo accennato qualcosa. Beh si certe cose vanno anche condivise no? Ti capita ir' tipo fio che fai non lo racconti?
Un pezzettino alla volta. Raccontavo delle cavolate di cui parlavamo e della possibilità che c'era di vederci oppure no. Alla fin fine io cercavo sempre una cosa seria, figuriamoci se uno bellino e perbenino come me va a pensare di rotolarsi in qualche fienile al principio dell'estate. Tsè.
La cosa però che questo fosse più grande di me e che facesse il pompiere iniziava a incuriosirmi. Un po' sentirsi Lolita. Oppure come uno di quei vecchi film che mi piacciono tanto dove le fanciulle erano destinate a vecchi bavosi ma ricchi sfondati. Oppure, ancora, una delle fantasie che uno ha di farsi un tipo con la divisa. Ecco forse questa.
Solo che il mio non era un proprietario di una tenuta nel Surrey (non faccio il figo, so che cosa sia per averlo imparato dalla Signora Warren a teatro) ne era così vecchio da avere la bava. Il mio era un manifesto oltremodo scandaloso di Hollister & Co.

Così Ele mi chiede come sia questo pompiere:
Fra: Ha il fisico di uno di Abercrombie!
Ele: Davvero?
Fra: Si. Hai presente le shopper che ti fanno dove c'è un tizio senza faccia ma con un fisico che ti vien voglia di mollare tutto e seguirlo dapperuttto?
Ele: Allora hai detto tutto! A me basta così. Ha vinto lui. Te cosa aspetti?

Qualche giorno dopo mentre ero al corner della Timberland con Serena me lo vedo apparire in corridoio! Moro, ricciolo e con due spalle da giocatore di rugby. Oh-mio-Dio.
Gia figuriamoci se il condizionatore funzionava poi sto qua che mi si presenta con camicia sbottonata a quadri e giacchetto di jeans. Ok. Ero pronto per la nuova serie di Dallas.
Con fare da società segreta lo saluto e lo trascino da qualche parte quasi fosse un oggetto di reato. E da un certo punto di vista lo era. Rispetto a me era un colosso di Rodi.
Commenti e complimenti sul mio aspetto piccoletto vien fuori che ha una casa in campagna a poca distanza da Livorno e mi chiede di andare con lui per il fine settimana.
Eh. Fosse così facile gli dico. Io lavoro anche di domenica e non posso andare quando mi pare.
Rimaniamo daccordo che ci penso un attimo, mi organizzo e gli faccio sapere.
Tiè. Col cavolo che ti faccio vedere che per me andava bene pure il sottoscala del palazzo di fronte.

La sera ci ripenso. Questo mi fa un'improvvisata a lavoro. Mi viene a vedere, fa commenti positivi (beh ovvio che doveva dire che ero un cesso? Bella figura ci avrebbe fatto) e mi invita a passare il fine settimana con lui. E' belloccio. Ha i peli al punto giusto. Era andato oltre i soliti discorsi da chat-rimorchio. Beh, forse potevo anche provarci no?

Sicchè me ne vado a Nibbiaia. Uno di quei sabati dove forse mi ero preso mezza giornata, o qualcosa di simile. Mi passa a prendere lui qua a Livorno e non si sa come sempre nel solito punto: alle mura vicino alla stazione marittima. Tutto questo pareva trasformare me in un personaggio di Casablanca. Noir abbestia. Mancavo di trench.
Dentro di me però già sapevo.
Sapevo. Come si fa a stare con uno così? Mica per l'età ci mancherebbe. Ho sempre pensato di aver bisogno di un uomo e non di un ragazzino. Per la distanza! Per il fisico anzi...andava bene così com'era!
Ecco che realizzo che una lunga e appassionata storia d'amore non l'avremo mai avuta, perchè per come sono fatto io una persona la devo conoscere e frequentare senza vederla ogni 25 giorni. Mi sono comunque buttato in questa avventura.

A quel punto ero troppo curioso di sapere se era davvero carne e ossa (e muscoli) oppure di plastica.
Così una sera gli dico che potevamo trovarci quando voleva. Magari farmi sapere per tempo sarebbe venuto da queste parti e vedere di passare insieme un po' di tempo.
Così deciso luogo e ora dell'incontro salgo su quell'auto della perdizione...

4 novembre 2012

Ho quasi 30 anni no?

Non so manco più ormai quante volete io desideri potermene tornare a casa e non dovermi sorbire le storie che i miei, anche con tutto il bene del mondo, mi propinano ogni sera. Oh per il momento è così e fine, c'è poco da fare.
Il problema è che son più le volte che mi trovo a pensare di scrivere su questo blog da una casa tuta mia, magari col portatile e musica in sottofondo, piuttosto che trovarmi sempre nella stanzetta con mamma e babbo che vedono la tivì nel salotto adiacente.
Oggi poi è una di quelle giornate dove a piedi pari vorrei poter saltare le ore che mi restano e sprofondare nel letto. Diretto eh. Senza passare dal via.

Tutto ciò scaturisce da una conversazione avuta con Adri i giorni passati. Lui cerca una casa per andare a vivere per conto suo. Io una casa mia ce l'ho ma è affittata e sono in attesa. I bisogni sono gli stessi, le voglie pure, e ci siamo messi a conversare. Davanti a una piatto di pollo al curry cucinato da me medesimo.

In sostanza il bisogno è quello di poter fare il nostro comodo senza avere qualcuno che ogni momento stia attento a quando vai e quando torni. Si lo so che questo discorso già l'ho fatto poco tempo fa e forse ci è anche venuto a noia. Che che ci devo fare?

Io son sempre quello che, nonostante abbia compiuto 29 anni il mese scorso, quando esco se faccio tardi devo telefonare ai miei. Cioè è possibile sta cosa? E' possibile che ogni volta, visto che faccio spesso tardi, debba prendermi un attimo per fare il numero di casa e dire a mamma "tutto bene tra poco vengo via"? Per carità ci vuole un attimo ma adesso sta iniziando a diventare pure imbarazzante eh.

Un esempio lampante è quello che è accaduto ieri.
Uscito da lavoro me ne sono andato in quel della provincia di Pisa. Si finirò per diventare pisano, mi sono rassegnato. Avevo appuntamento con Adri e un altro paio di amici per andare a teatro e vedere una commedia borghese in dialetto empolese in tre atti. Chi se lo aspettava che una commedia di una compagnia amatoriale durasse tre ore? Io no di certo.
Fatto sta ci eravamo organizzati per mangiarci qualcosa nel dopo spettacolo, quindi capite bene il perchè a fine secondo atto ci contorcevamo sulle poltroncine per i morsi della fame.

Usciamo, sotto la pioggia è ovvio, e ci avviamo verso Quelli della notte a Bientina. Qua ci raggiunge anche Emi di ritorno dalla Palestina. Ci siamo seduti a tavola che credo fosse quasi l'una di notte. Vista l'ora e sapendo che non sarei tornato a casa prima di una certa chiamo a casa e dico che usciti da teatro ci siamo fermati a mangiare e che appena finito sarei tornato.
Stupita che mi sia messo a tavola così tardi pare accettare la cosa.
Mangio.
Rido.
Scherzo.
Sparo due cavolate e mi bevo il caffe.
Baci baci e torno alla macchina. Metto in moto e parto per i miei 20 minuti di viaggio per tornare a casa.
Dopo manco 5 minuti mamma telefona ancora gridandomi in un orecchio dove fossi finito.
"Mamma sto tornando da Pisa e sto guidando"
"A Pisa???"
"Si mamma te l'avevo detto no che andavo a teatro. Ma non ci siamo sentiti pure prima??"
"Ma dove sei?? A quest'ora?? Etardidomanilavorimuoviti".

A parte l'stinto omicida che mi è salito all'istante non capisco come mai ogni volta è questa storia. Non sono mai libero di fare l'ora che mi pare il sabato sera perchè c'è lei che mi scassa. No ditemelo. Si ok cuore di mamma, ma du' palle, no? Cioè, ho quasi 30 anni e mi trovo a dovermi comportare peggio di quando ne avevo 15. Giuro. Credo che uno a 15 adesso dei genitori se ne sbatte alla stragrande e magari torna a casa sui gomiti da quanto ha bevuto. Mentre io alla mai età mi devo sempre sorbire ste robe dai miei. Ma è possibile? Non bevo e non fumo. E giudo piano in macchina. Possibile che dopo che mi sbatto per tutta la settimana otto ore il giorno di lavoro non son libero manco di svagarmi con gli amici il sabato? Per di più avere sempre dietro sto spettro che mi ricorda che lavoro. E' più di un anno ormai che sono fisso nel solito posto, lo saprò come gestire il mio tempo?
Pare di no. E qua si continua ad andare avanti.

25 ottobre 2012

Il pompiere con l'hobby del giardinaggio

Se è vero che a volte le bombe vanno anche sganciate io comincio, no?
Dopo che il tipo mi ha mollato ho avuto anche io il mio periodo free, o meglio sfarfalleggiamento, come lo chiama Ele. All'inizio dicevo "seee ora figurati se mi metto in giro a sputtaneggiare". Poi qualcosa si è smosso davvero.


Il primo di questi soggetti salta fuori da uno di quei siti a cui ti iscrivi e di cui poi ti dimentichi finchè qualcuno non ti scrive. Così salta fuori questo tipo. Questo tipo fa il pompiere. 40 anni. Firenze.
La distanza mi ha un po' lasciato così così ma mi son detto vediamo.
Inizia lo scambio di messaggi, prima su quel sito poi tutto finisce su skype.

Su skype parliamo.Sembra quel tipo di persona che si butta su questi siti per ingannare il tempo. Dice che ha avuto parecchie delusioni amorose e che non crede molto nella possibilità di poter trovare qualcuno con cui passare il suo tempo. Anzi, dice che ha avuto una storiella con un tipo della mia età un anno prima e che questo poi alla fine gli ha messo le corna. Lui l'amava e bon, s'è trasfomarato in un eroe tormentato.

La cosa va avanti per un pò, le chattate dico. Il tipo pare apposto. Non sembrava quindi uno che ti vuol sbattere da qualche parte tempo due. Quindi si parla, ok si scrive. E mi propone di vederci in cam. Si perchè mica puoi rischiare di star li a perdere tempo con un cesso eh. Anche io ho una dignità.
Sorrisini e tanti sorrisetti e finisce che ci vediamo.
Moro. Capello mosso. Una faccia adulta. Adulta al punto che io a 29 anni sembro suo nipote. Mavvabbè.
Sta coi suoi. Lavora a Firenze e nelle vicinanze. Fa dei turni a lavoro che fosse per me deciderei di buttarmi nel fuoco tanto per. Altro che Coin.
Oh alla fin fine pare impossibile la conversazione, nonostante sto tipo sia tranquillo finiamo per parlare delle nostre storie precedenti e delle nostre esperienze. Lo scopo era quello no?

Lui grande amatore non si sa come decide di punto in bianco di correre dietro a dei pantaloni maschili e a quello che ci sta dentro. Affari suoi oh.
Io gli racconto di come il tipo dopo quasi otto anni riesce a buttare tutto nel cesso "perchè non se la sente più" e lui di come il tipo con cui stava senza dirgli nulla aveva iniziato ad andare a letto con uno più giovane. Sti' giovani d'oggi! Dopo un'altra manciata di chattate serali sto qua inizia a stiracchiarsi. Stirarsi e allungare le braccia.
No cioè, parli con me e ti fai venire sonno? Mentre chatti in cam con me? Cioè ti fai anche vedere?

Poi capisco.
La sua è tutta una tattica. Una tattica per mettere in mostra i muscoli. Mettere in mostra i muscoli delle braccia. E' stato in quel momento che ho pensato che Braccio di Ferro non fosse più solo un cartone animato o quel che era. Fatto sta che pompiere o marinaio non importava, era lì di fronte a me e mi stava guardando.
E lì qualche idea mi è venuta lo ammetto.
Poveretto era l' che si stava tacitamente esibendo per mettere in mostra le sue doti che non potevo starmene zitto. Da attore consumato quale sono chi meglio di me sa che qualche apprezzamento fa sempre piacere.
Sicchè mi sono messo chiedergli "Ma fai palestra per caso?". Seeee ora figuriamoci se questo qua mi risponde si o no. Sarebbe stato troppo banale. Ora come ora in palestra ci vanno anche  quelli in casa di cura! Mi risponde che alla centrale (e ogni volta che lo diceva mi tornava in mente la canzone Hanno ucciso l'uomo ragno degli 883) capitava a volte di fare degli esercizi.
Cavolo. Se per "a volte" ti vengono quelle bombe sulle braccia alle palestre normali non capiscono proprio una cippa lippa eh. Detto fra noi però non mi è mai importato niente. Sia delle palestre si di chi ci stava dentro.
Sto  pompiere aveva due braccia così muscolose che credo di averle viste così solo ai modelli di Dolce  & Gabbana.
Cristo.

(Continua...)

16 ottobre 2012

Altro che io

Ma cosa ci posso fare se a distanza ravvicinata mi prendono pensieri strani?
Non che adesso dica e faccia chissà che cosa eh, ma nonostante delle cose vadano per il verso giusto ho come la sensazione che qualcosa manca. Anche se questo qualcosa non so manco che cosa sia. 
Ti trovi a guardarti in giro, a volerti tenere impegnato in qualcosa per non pensare. Ma poi pensi uguale. 
Mi trovo a stare nella white room a fissare fuori dalla finestra.
Quando esco da lavoro respiro un'aria che sembra non mi appartenga. Sono lì ma è come fossi, o volessi essere, altrove. Ma questo altrove dov'è? Cos'è?
Non capisco se c'è qualcosa che sento di sbagliare a fare o qualcosa che faccio e non vorrei. 

Soffro. Soffro della voglia di volermene andare da casa per non dover ogni giorno sentire sempre i soliti discorsi dei miei. I soliti discorsi e le solite lamentele di mio padre dette con le stesse parole ogni giorno. Quasi fossi uno stupido. E mi sono stancato perchè in questo modo non riesco neanche a riposarmi dopo che finisco le mie otto ore di lavoro che passo in piedi in Coin.

Ma forse non è manco per questo. Io so che cos'è. E' il poter parlare di come mi sento, che cosa faccio e chi frequento senza a ver paura di dover affrontare un periodo nero. Oscuro. Un periodo fatto di cose non dette, di offese, di sguardi di ghiaccio e di vergogna. 
Il poter vivere serenamente indipendente avverrà quando queste due cose non saranno costrette a convivere. Quando potrò essere io sempre. Quando potrò andare e venire come voglio. 
Senza pensare ad altro che a me.

15 ottobre 2012

Dopo il 13 il 15

Giornate come queste iniziano in un certo modo e non si sa come finiranno.
Il fine settimana appena passato è stato bello. Inaspettato sorprendente. 
Così differente dallo scorso 13 ottobre e dalla sofferenza successiva.

Tante, troppe persone ho perso. Anche chi non mi aspettavo di perdere. Però non mi son fermato. Ho incassato e andato avanti. Che dovevo fare? Alla fine se quelli che pensavano ti stessero vicino ti hanno tagliano fuori gli volti le spalle anche tu e ciao.
Però adesso è tutto diverso. Ci sono nuove persone e nuovi posti da esplorare.
Con sincerità non so se tutto quello che faccio o che dico sia giusto o no. La paura di sbagliare ancora e perdere tutto nuovamente c'è ma allora?
Tanto non c'è mai nessuno che ti da la sicurezza di nulla. Quindi boh.

7 luglio 2012

Another time another place come dicevano a Rent


Quando ancora esisteva l'altro blog, prima ancora che questa mia grande avventura modaiola avesse inizio, ero solito citare un posto: la white room. La stanza bianca. Vi starete chiedendo forse che cosa sia, oppure che cosa si sia di così particolare in una stanza con le pareti bianche. Bianche come tutte le altre pareti della casa del resto.
La white room non è altro che quella stanza che spesso vedete, o avete visto nelle foto. Quella con il tavolo con sopra quella tovaglia tutta lavorata. Lo stesso tavolo e la stessa tovaglia su cui poggio i miei smalti di Chanel e quello che fotografo per questo blog.
Ecco svelato il mistero.

Ieri mi è tornata in mente quella stanza, nonostante la veda ogni giorno perchè sta là in corridoio. Quella stanza per me ha un valore. Prima di tutto perchè è nata come la mia prima camerina. Anni fa è lì che dormivo, poi da quando mio nonno se n'è andato un sacco di cose sono cambiate e la stanza che ho attualmente è molto più grande.
Il secondo motivo per cui sono affezionato a quella stanza è perchè li mi metto a riflettere. Riflettere su un mucchio di cose. Soprattuto perchè sento quei muri come qualcosa che mi appartiene e mi protegge.

Nelle ultime settimane però sto maturando qualcosa. Alla luce di quanto ho vissuto a Milano e alla luce dei discorsi che ho fatto a lavoro con Eleonora. Ho realizzato che adesso è il momento di ritagliarmi un ulteriore spazio tutto mio. Perchè ne sento davvero il bisogno. Sento il bisogno di stabilità. Stabilità che è venuta a mancare per qualche tempo.
Ho dovuto tagliare i ponti con qualcuno. Riallacciare rapporti che presupponevano un "facciamo finta che non sia successo" non mi andava. E ho evitato.

Detto ciò ecco il bisogno di stare da un'altra parte. Non lontano necessariamente. Solo un posto mio. Ecco perchè da qualche giorno sto pensando di trasferirmi in quella che è la mia casa. Lavoro permettendo è chiaro. Potermi sentire libero di tornare e fare quello che mi pare. Avere le mie cose non necessariamente tutte nella solita stanza. Poter gestire una casa intera con la sola forza delle mie mani da commesso Calvin Klein. Mica si può piegare solo magliette eh. Qua c'è bisogno di qualcos'altro!
Un bisogno che prima d'ora non avevo mai avuto. O almeno non così forte come adesso.
Forse è arrivato il momento di cambiare davvero.

Ho delle cose da sistemare. Aspettare l'allineamento dei pianeti senza però starci troppo a pensare. Qualche preghieruccia da dire nonostante non vada in chiesa da anni. E incrociare le dita.

19 giugno 2012

Summer vibes

Dal punto di vista modaiolo sto un po' sonnecchiando me ne rendo conto. Sarà forse per il caldo che inizia a farsi sentire (grazie Dio), sarà perche tutto mi pare rallentato.
In questo momento che i colori sono così lucenti come piacciono a me avrei mille idee in testa, ma quello che vedo davvero sono quei giorni di ferie che inizieranno per me da mercoledì. Nell'attesa di quel giorno fatidico ormai vicino, mi dedico al lavoro come sempre. Lavoro che anch'esso, per via del caldo e della gente che (strabeatilorodeh) se ne vanno al mare più di me, sembra fare passi da tartaruga.
E' stato bello però passare ieri un'intera giornata al mare a friggere dopo aver fatto le 5 di mattina in discoteca. Si si si. Specie se poi ti ritrovi a dover fare sorrisetti compiaciuti di fronte a persone che mesi fa sono usciti dalla tua vita e dicendo pure "Bene grazie". Fantastico. Sapevo che recitare nella vita mi sarebbe servito.

Detto ciò sono qua per salutare il mio amatissimo blog in favore dei giorni che passerò a Milano assieme a delle persone con cui bramavo da tempo di stare. Maschietti si. Ma credo che per me sia la compagnia migliore. I famosi discorsi ma  maschi ho scoperto che mi divertono se fatti con persone che sentono quello che senti io. Credo quindi che il tempo che passerò lontano dalla Coin, dalla famiglia e dai luoghi che vedo ogni giorno mi farà solo bene.

Vi lascio adesso con alcune foto che ho fatto in questo periodo. Un periodo che nonostante tutto ha saputo darmi qualcosa a cui pensare.

Una bellissima cena con le mie colleghe di lavoro. Addio dieta.

I miei caffè macchiati presi in compagnia di Gabriele da Millemiglia.

Le spiagge bianche di Vada. Una giornata fantastica. Primo giorno di mare.

L'aver provato l'emozione di avere una tonaca con cappuccio enorme in scena.

La piscina di una villa bellissima dove ho visto uno spettacolo di teatro dell'assurdo.

Chanel. E tre colori di un blu favoloso.

I miei ferri del mestiere. Quando ho tempo.

Musical vari.

Ormoni a palla. D'estate poi...ce n'è ancora più il sentore.

Milano. Organizzando la partenza tutto sembrava ricordarmi questa città.
Forse era destino.

Autoscatto della seconda strinata della stagione.

Il mio piedino (40) sinistro.

Ultimi giorni passati nella mia riserva a mettere ordine in previsione dei saldi.
Dice che non ho jeans eh?

Dior. Dio quanto amo questo profumo! La fragranza che scandisce le mie ore lavorative.

La borsa del periodo.

Ci vediamo al mio ritorno con un po' (prevedo) di servizi fotografici!

8 aprile 2012

What I want






In questi giorni ho pensato spesso a quello che mi è capitato di fare in questo periodo. Penso che nonostante ci siano ancora delle cose che non sono riuscito a chiarire, ce ne siano anche altre che mi hanno fatto sorridere e stare bene.
Il mare è con me.

19 marzo 2012

Linea di confine











Quando esce una bella giornata non posso fare a meno di prendere la macchina e andare in quell'unico posto che riesce a calmarmi. In questi giorni nonostante fossi in pausa lavoro ho avuto molti impegni, ma quando si fanno le cose con grande passione non si sente la stanchezza e si andrebbe avanti all'infinito. 
Ho passato un brutto periodo qualche tempo fa e ho dovuto ripartire da zero. Sono convinto però che il male che mi è stato fatto mi ha reso più forte e aperto delle strade che altrimenti, forse, non avrei mai percorso con lo stile con cui lo sto facendo adesso. 

15 febbraio 2012

Nuovi incontri? Ma anche no


Poi ti alzi, ti guardi intorno e pensi che ci sia qualcosa che devi fare. Qualcosa che devi chiarire in tutti i modi. Che devi capire. Capire cosa pensa e come agisce la gente.
Diciamo che le ultime esperienze personali (non quelle di lavoro e nemmeno quelle legate alla moda) son state un po' povere. Esci da una situazione del cavolo e poi? Ammesso che ne sia uscito.
Prendi fai, conosci qualcuno su internet che puntualmente di rivela l'emmesimo che ti vuol portare a letto, che ti propone un we in un casolare della toscana, e che tu pensa sia un imbecille.
Si, alla fine è questo quello che pensano tutti quelli che capita di beccare in rete. Che tu sia un povero scemo che se ne sta lì per vedere se qualcuno se lo rimorchia.


Una cosa che però accomuna tutti questi piacevoli soggetti è che tutti si sentono dei gran fighi. Roba che il mio caro Rafael Alencar diventa il vecchietto dell'aceto. Ebbene si tutti quelli con cui ti capita di parlare sono tutti ganzi e disponibili a stare con te. L'inconveniente è che tutti ragionano con quello che hanno in mezzo alle gambe (attributo di cui loro vanno tremendamente fieri) e non pensano che tu hai un cervello che al contrario del loro funziona ancora bene e che non te lo sei bevuto in qualche discoteca.


C'è stato quello di anni 36 residente in città che per farlo parlare era un'impresa. Mo' che ci ripenso c'era pure bisogno di insistere per uscire e vedersi la sera. E io devo pregare un tizio per uscire di casa? Ma scherziamo? Da uno di quell'età mi aspetto un minimo di creatività....e se proprio non ce la fai a parlare magari prova a saltarmi addosso! Manco quello. Quindi immaginate come siamo messi a Livorno. 
Immaginate come sia la piazza se quelli di quasi 40 anni hanno il cervello di un debosciato.
Tutta vita eh.
Poi ora va un sacco di moda sta cosa di mandare tutti sti messaggini fighi come se tu avessi già il loro cappio al collo. Ti scrivono che ti vogliono. Ti scrivono che ti pensano sempre e che ti sognano. Ti scrivono che sei proprio la persona che stavano cercando...si, perchè quello che cercano è una persona intelligente, che sappia parlare...una persona come te insomma. Poi però ti chiedono l'uscita e se non soddisfi all'istante il loro gusto estetico di mandano a spigare! 
Cosa pensate poteva succedere con uno che ha chiamato la Balenciaga...una borsetta??


Detto ciò posso dire di essermi reso conto di quanto la gente perda tempo con persone con cui non vale la pena stare. Che le persone migliori, belle o brutte che siano è sempre meglio conoscerle di persona, quando ancora nessuno ti ha chiesto se lo prendi o lo dai, se quando fai sesso stai sopra o sotto, e che se ti invita a prendere un caffè una sera lo fa perchè il caffè lo vuole davvero.
Perchè come diceva Melissa P...io cerco amore.

20 dicembre 2011

Un Natale da schifo

Veder sorgere il sole in questi giorni mi fa sentire strano. Per tutta una serie di motivi. 
Fino a qualche tempo fa pensavo che questo sarebbe stato un Natale che avrei ricordato, benchè da anni senta poco lo spirito della festa. Pensavo però che le persone che avrei avuto accanto avrebbero reso comunque speciali questi giorni. Pensavo che avrei raccontato loro di quello che facevo a lavoro. Pensavo che saremmo andati fuori assieme in queste serate e deciso che regali prendere spendendo il giusto.
Pensavo pure che avrei passato dei momenti indimenticabili assieme a M, la persona che per otto anni mi ha fatto battere il cuore e fatto emozionare da morire. 


Ma tutto è cambiato. M mi ha lasciato dandomi delle motivazioni che non mi aspettavo. Mi ha lasciato poco dopo il suo compleanno. I nostri compleanni. Lui nato una settimana dopo il mio. E di colpo mi ritrovo single. E single vuol dire tutta una serei di cose. Di situazioni imbarazzanti, ritmi che non combaciano più e momenti che sai che non torneranno. Sai che quella persona non la vedrai più il fine settimana. Sai che, forse, dopo quello che ti ha detto e il modo in cui ti ha lasciato, aveva qualcos'altro...o qualcun'altro per la testa. 


E gli amici? Già ci sono anche loro. Amici che uscivano con te e con il tuo ragazzo, persone con cui ti vedevi il fine settimana dopo il lavoro e ti messaggiavi durante la settimana, spariti nel nulla. Se proprio non spariti, nascosti dietro parole non dette per paura di mettersi in mezzo ad una cosa più grande di loro. 
Quando si è amici ci si preoccupa per gli altri o no? Per lo meno per chiedere come vanno le cose. A me è stato detto che secondo loro avevo bisogno di un momento per riflettere. Ok. Ma nessuno ha pensato che non mi sono fatto vivo perchè stavo male? Male nel vedere amici che prima frequentavo quando stavo con M? Forse no. 
Tutti ti lasciano lì e fanno finta di non aver visto e sentito nulla. Però ti chiedono del cellulare nuovo, quando invece quello che avrei voluto era un abbraccio e qualche parola di conforto. Di confronto. Un parere. Come mai vi siete lasciati? Nessuno si è azzardato a fare questa domanda. Privacy pare. Chissà se sanno che non sono stato io quello che ha voluto finire tutto quanto dopo 8 anni della mia vita passata assieme a quella persona a cui ho dato tutto quello che avevo di più caro.
Credo che essere lasciati da una persona dopo che gli hai detto che la ami più di ogni altra cosa e che per te era quella con cui avresti voluto passare il resto della vita, sia davvero la peggiore cosa che potesse succedermi. E non lo auguro a nessuno. Ma dice che c'è sempre una prima volta.

13 ottobre 2011

B-day: 28





Eccomi qua. Il giorno del mio 28mo compleanno pronto con la divisa per andare a lavoro.
Un saluto a tutti quanti e grazie per le mail e i messaggi che mi state mandando. <3
Un bacio.

Tshirt: Calvin Klein Jeans.
Denim: Calvin Klein Jeans.
Shoes: Converse All Star nere con borchie.

14 settembre 2011

Ck vuole me

Posto ad un'ora vergognosa lo so, magari qualcuno di voi è pure già a letto mentre io me ne sto qua con la faccia illuminata dallo schermo.
In questi giorni ho avuto un bel da fare non c'è che dire e visto che alcuni di voi mi chiedono info son qua per accontentarvi.

Negli ultimi tempi, forse nei commenti, a volte raccontavo dei miei giri per il centro per la ricerca di un lavoro. Dopo che Cruce ha chiuso definitivamente i battenti. Ah tra l'altro pare che al suo posto arriverà Tommy Hilfiger.
Così, ormai due settimane fa, mi sono stampato una paccata di cv e mi sono fatto tutti i negozi del centro commerciale Fonti del Corallo. Tutti eh. Anche il negozio di erborista, non si sa mai. In uno di questi negozi mi sono anche sentito dire che ero vecchio e che loro cercavano gente "giovane", poi mi guardo intorno e le altre due commesse erano over 40. Sono contento di non essere finito lì dentro.
Non so neanche io quanti cv ho dato e quante firme ho fatto. 
L'unico da cui ho avuto riscontro è stato il chiosco della Telecom. Ma visto la mia precedente esperienza con l'Enel e dopo uno scambio di mail con questi dove mi son sentito chiamare Valentina...e loro che si scusano scrivendomi "Sorry" manco fossi una bimbominkia, ho deciso che era meglio evitare.

Poi una pomeriggio mentre ero in centro con Jacopo decido, già che c'ero e ne avevo sempre alcuni nella borsa, di portare il cv alla Coin perchè pare stessero cercando qualcuno. Caso strano quando torno a casa Anna mi scrive una mail dove mi suggeriva di mandare il curriculum alla Coin. Così son 2 i cv che gli ho mandato.
Il giorno dopo mi chiamano dall'agenzia del lavoro dicendomi che chiamano per conto di Coin che vorrebbero che gli mandassi due mie foto. Primo piano e  figura intera. Così gli mando via mail due delle foto che scattai per Toss a Penny. Buon segno perchè magari sono interessati al cv ma avevo paura che non appena avessero visto la mia "non altezza" ci avrebbero ripensato.
Il pomeriggio stesso mi richiamano per dirmi che il corner che aprirà alla Coin di Livorno sarà quello di Calvin Klein Jeans (!!!) e mi fissano un colloquio a Pisa all'hotel AC. 
Cioè! Calvin Klein che mi fissa un colloquio? A me??? Non potete capire l'emozione e lo spavento! Primo di tutti perchè è un marchio famoso in tutto il mondo, secondo perchè novantanove su centro oltre a come mi sarei espresso questi avrebbero sicuramente buttato un occhio al mio modo di vestire. Quindi P-A-U-R-A!Ma fiero di me monto in macchina e vado a sostenere il colloquio. Poi si vedrà.

Giorno dopo. M è in ferie e ci facciamo una bella colazione alla champagneria di Piazza Attias quando poco dopo il Vanity inizia a squillare. Cacchio. Numero sconosciuto.
- Pronto?
- Parlo con FB?
- Si sono io.
- Volevo solo informarla che il colloquio che ha sostenuto ieri ha dato esiti positivi. Comincia oggi pomeriggio presso il corner Calvin Klein di Pisa.

Cioè no. CK vuole me??? Non so come dirvi il mio sbalordimento!
Quello stesso pomeriggio mi reco a Pisa e faccio la conoscenza di V, un ragazzo incaricato di farmi formazione. Ci siamo trovati subito. E mi è dispiaciuto molto che dopo soli due giorni sia tornato a Roma, dove lavora. Ma non tutto è perduto, forse tornerà a farmi visita qua a Livorno non appena questa settimana finisce e mi trasferisco assieme a F, una ragazza che farà coppia con me!

Questo in linea di massima è senza giri di parole quello che mi è successo dalla fine della scorsa settimana ad oggi. E vediamo come adesso si evolve la situazione con me tutto solo soletto alla vendita di Calvin Klein! =)

11 agosto 2011

H&M's light show in Amsterdam


Gira voce, ormai da un sacco di tempo che anche a Livorno dovrebbe aprire il famoso megastore H&M, e che i lavori dovrebbero cominciare a settembre.
In particolare nella mia città andrà a prendere il posto di uno storico cinema-teatro chiuso ormai da tempo: La Granguardia.
Questo cinema è stato il primo in cui io abbia messo i piedi. Il luogo dove i miei mi portavano a vedere il teatro e le prime opere liriche. Un posto dove c'era sempre un sapore retrò nonostante i tempi passassero veloci. C'era sempre odore di popcorn e Campari. Le poltrone erano sempre in velluto e la platea spiovente verso il palcoscenico. Il tempo di fermava.

Adesso questo luogo è chiuso con assi di legno e coperto da una gigantografia con immagini di artisti famosi che sono saliti su quel palco. Al suo posto ci sarà H&M, un grande negozio pieno di abiti a basso costo dove i ritmi saranno ben diversi da quelli dei tempi d'oro.
Tutto ciò è desolante. In un momento come quello che viviamo adesso, dove i negozi durano si e no qualche anno, dove le persone sono sempre più senza lavoro e la società e i media invece ti spingono a comprare per riempire un vuoto, non è possibile che si scelga sempre di sacrificare i luoghi storici della città. Una città come la mia poi, che rischia di anno in anno di sprofondare ancora di più nel provincialismo.Non si può sempre sacrificare quello che ci da modo di essere ancora chiamati città.

Vale davvero che una colosso svedese come H&M venga a spazzare via quello che ha fatto la storia della nostra città?

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